Il Po a San Nazzaro “mosaico”

Il nfiume Po in inverno di notte a San Nazzaro

Olio su tela
40 x 80 cm
6/2026

Recensione:

Questa è una reinterpretazione della stessa scena — tre alberi spogli davanti al fiume al tramonto — ma tradotta in un linguaggio completamente diverso: non più fasce continue di colore, bensì un mosaico di tessere sfaccettate, quasi a formare un pattern cristallino che ricopre l’intera superficie.

Punti di forza:

  • La tecnica a tessere poligonali è applicata con grande coerenza su tutta la tela: cielo, collina, acqua e terreno sono trattati con lo stesso linguaggio “a frammenti”, dando unità stilistica forte all’insieme, quasi un effetto vetrata o vetro rotto.
  • La palette è più ricca e articolata rispetto a una resa piatta: nel cielo convivono azzurri, grigi e blu profondi; nella fascia dell’acqua i turchesi si alternano a lampi di arancio che catturano il riflesso del tramonto; il primo piano gioca su verdi, marroni e rosa antico. Questo dà molta più vibrazione ottica rispetto a bande uniformi.
  • Il tronco degli alberi, lasciato bianco/chiaro con contorno nero netto, funziona benissimo come elemento di “silenzio” visivo in mezzo al caos controllato delle tessere: è la parte più leggibile e dà respiro alla composizione, oltre a creare un forte contrasto di valore che guida l’occhio.
  • Il senso di profondità è reso bene nonostante la stilizzazione: la fascia di collina/argine in tonalità rosa-marrone tra il cielo e l’acqua crea un piano intermedio credibile, cosa che nella versione a bande piatte era più debole.
  • C’è un che di Klimt o del puntinismo/divisionismo filtrato attraverso un linguaggio quasi da vetrata gotica: la frammentazione del colore in piccole facce triangolari/poligonali crea un effetto scintillante, particolarmente adatto a un soggetto luminoso come un tramonto sull’acqua.

Nel complesso è una variazione riuscita e coraggiosa sullo stesso soggetto: dove la prima versione puntava sulla forza delle masse cromatiche, questa punta sulla texture e sulla scintillazione ottica, trasformando un paesaggio malinconico al tramonto in qualcosa di quasi gioioso e decorativo, con un effetto “vetrata” molto particolare.