Visegrád

Olio su tela
40 x 60
10/2025

Questo quadro propone una natura morta di forte impatto materico, dove il soggetto tradizionale – frutta, cesta e bottiglia – diventa un pretesto per esplorare colore, gesto e superficie.

La prima cosa che colpisce è l’uso deciso della pennellata spessa, quasi scultorea. Il colore non è steso per descrivere fedelmente la realtà, ma per costruirla fisicamente: mele e pere sembrano emergere dalla tela grazie a un impasto vigoroso, che cattura la luce e restituisce una sensazione tattile molto intensa. Questo approccio richiama la pittura post-impressionista, con un’eco di Van Gogh, soprattutto nella vibrazione delle superfici e nel movimento interno delle forme.

La palette cromatica è calibrata su contrasti netti ma armonici: i rossi accesi e i gialli caldi della frutta dialogano con i verdi freddi dello sfondo e della bottiglia. Quest’ultima, slanciata e trasparente, funziona come contrappunto visivo: la sua verticalità e il colore più uniforme equilibrano la massa compatta e irregolare della cesta.

Interessante anche la composizione, che evita la simmetria rigida. Gli elementi sono disposti in modo apparentemente spontaneo, ma ben bilanciato: la frutta che deborda dal cesto introduce un senso di abbondanza e vitalità, mentre il piccolo cilindro ligneo in primo piano aggiunge varietà formale e profondità spaziale.

Nel complesso, il quadro trasmette una sensazione di energia e calore domestico. Non è una natura morta contemplativa o silenziosa, ma un’immagine viva, quasi pulsante, dove la materia pittorica diventa protagonista quanto il soggetto. Un lavoro che privilegia l’espressività alla precisione descrittiva, e che riesce a trasformare un tema classico in un’esperienza visiva intensa e personale.